Classifica 2020

  1. Tenet 8+
  2. La regina degli scacchi (serie TV) 8
  3. Mank 7,5
  4. Soul 7,5
  5. The last dance (serie TV) 7,5
  6. Volevo nascondermi 7+
  7. Piccole donne 7
  8. Onward 7
  9. I’m thinking of ending things 7-
  10. The new pope (serie TV) 7-
  11. The gentlemen 6,5
  12. Favolacce 6,5
  13. Cattive acque 6,5
  14. Richard Jewell 6,5
  15. Dolittle 6,5
  16. Horse girl 6+
  17. 1917 6
  18. Rebecca 6
  19. Color out of space 5
  20. Hammamet 4,5
Standard

mank, 2020

L’ultimo film di David Fincher, a sei anni di distanza dal precedente Gone girl (in mezzo c’è stato Mindhunter), è uscito ieri su Netflix. Non è un film immediato, inizialmente non lo riesci a identificare. Ritratto di un genio arrogante ma simpatico? Affresco nostalgico della vecchia Hollywood? Poi pian piano metti a fuoco. È un film sul Potere, incarnato dai grandi produttori e da Hearst, e sull’unico uomo che ha il coraggio di sfidare questo Potere, non perché virtuoso, anzi è pieno di vizi, ma perché difende la sua libertà. Da questo confronto impari uscirà distrutto, ma non prima di aver lasciato una traccia di sé. Bianco e nero extralusso, Oldman colossale

Standard

la regina degli scacchi, 2020

Ne stanno parlando tutti e stanno tutti dicendo che è la serie dell’anno e stavolta è vero. Procediamo con ordine:

  1. Tutti gli episodi sono stati scritti e diretti dalla stessa persona, perciò è un lungo film e non un piatto telefilm
  2. Il suo maggior pregio a mio avviso sono i personaggi, una galleria di esseri bizzarri e unici e reali
  3. Menzione a parte per Anya Taylor-Joy: questa ragazza magnetizza lo spettatore, non ti stanchi mai di osservare quel suo viso bello, strano, elegante, fragile e potente al tempo stesso
  4. Il forte aspetto emotivo della vicenda non è mai banale o zuccheroso, le emozioni trasmesse sono autentiche
  5. E’ una metafora del controllo: lo stesso gioco degli scacchi richiede un enorme distacco emotivo, ma è solo quando rinuncia a pillole e alcol che Beth batte il campione
  6. La colonna sonora è spettacolare, brani famosi accostati a brani meno famosi, accresce ulteriormente l’intensità del racconto
  7. Per concludere il ‘messaggio’: il femminismo qui equivale semplicemente a giustizia, contrapposta al bullismo e alle smanie di potere dei maschietti. Alla fine Beth rifiuta di andare alla Casa Bianca, preferisce stare coi vecchi russi che giocano in strada, ma con immenso amore

Una serie favolosa, che entra di diritto nella mia Top Ten. Voto: 8

Standard

la vedova nera, 1987

“La vedova nera. Si accoppia e uccide. Vuoi sapere se ama? E’ impossibile rispondere a questo, se non si vive nel suo mondo”: in queste parole si nasconde il senso del film. Rafelson esplora il mistero della donna (e della natura: quando un vulcano erutta, è forse per nuocere agli umani?). La Russell è perfetta per questo ruolo, è lei stessa incarnazione dell’archetipo femminile simboleggiato dal ragno. Lo si capisce da come guarda la Winger in questo confronto, mentre la Winger sta recitando, sta essendo altro da sé. Ecco perché il titolo non cita la protagonista: l’antagonista è l’evento, la manifestazione di qualcosa di vero

Standard

fase IV: distruzione Terra, 1974

Diretto dal più famoso autore di titoli di testa (La donna che visse due volte, L’età dell’innocenza), un film stranissimo, unico, e per questo gli si perdona l’innegabile lentezza. Cinema sperimentale, non-narrativo, con lunghe sequenze di sole formiche accompagnate da musica psichedelica. Dopo il prevedibile flop commerciale Bass girò solo cortometraggi, di cui due reperibili su YouTube. Finale allucinato e incomprensibile

Voto: 6,5

Standard

la nona porta, 1999

Adoro questo film. La prima volta al cinema non so perché non mi era piaciuto affatto. Invece poi l’ho rivisto un sacco di volte. E’ uno di quei film che reggono molte visioni, è ben calibrato, ben scritto, recitato alla grande (il mio Depp preferito by the way). Considero Polanski uno dei grandi proprio perché sa creare delle atmosfere, per cui non conta che sai già cosa accadrà ma quello che senti mentre lo guardi

Standard

creare è adattare (l’universo matrioska)

Dio crea il mondo reale. Elaborando materiali del mondo reale Stephen King scrive Shining. Elaborando materiali di Shining Stanley Kubrick gira Shining. All’interno di Shining lo scrittore Jack Torrance, elaborando materiali del mondo filmico, scrive il suo romanzo (dal minuto 30:23 in poi). Quindi Shining è, tra le altre cose, una messa in scena del processo creativo

(grazie a Marten GO per i video illuminanti)

Standard